La verità
Parte X - seconda lettura

    Quella stessa sera, in via Archimede, allineai la macchina al marciapiede , per aspettare il padrone. Ecco che la brutta faccia di Licinio si presenta allo sportello; poi lui l'apre, mi siede accanto a comincia a farfugliare:  «Signor Maurizio, sono venuto per le trentamila lire. «Ah, ci hai ripensato. » «Signor Maurizio, lei deve perdonarmi, . . lei mi dava settecento lire, ma la signorina me ne faceva dare millecinquecento ogni giorno affinchè dicessi le bugie e io allora . . ma adesso, se lei mi dà le trentamila lire, le dico la verità, tutta la verità. »  Allora, preso di nuovo dal furore, gridai: «Zitto, non voglio saper niente, hai capito?» «Ma signor Maurizio, questa volta le dico la verità, proprio la verità. » E io, sempre più furioso: «Zitto, non dirmi niente, se non vuoi che ti spaccola faccia. » «Signor Maurizio, se vuole le faccio un ribasso: diecimila lire sole e le dico tutta la verità.» 
 «Neanche dieci lire. E la verità è una sola e soltanto io la conosco: Lucetta è un angelo, hai capito? Un angelo. »  Egli discese spaventato e si allontanò. Io accesi la radio. 

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