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Parte II - Seconda lettura
La guardai e lei sostenne lo sguardo. Le domandai,
allora: «Signorina, le calze;» e lei rispose con una vocetta
dolce: «Io vendo profumeria; per le calze provi al secondo piano.»
Me ne andai al secondo piano, comprai le calze, quindi tornai abbasso,
andai direttamente al suo banco e le dissi: «Le calze le ho trovate,
grazie, adesso la profumeria. » Lei calma, dolce, anzi soave, cominciò
allora a sciorinare
la sua merce raccomandandola con parolette scelte: «Questa saponetta
è alla violetta, finissima . . questo dentifricio è alla
clorofilla . . questo sapone da barba è proprio speciale . . . »
Io manco
la sentivo, la guardavo e più guardavo e più mi piaceva,
tanto da pensare ad un tratto: «Ecco la ragazza che fa per me. »
Insomma comperai non so quante cose a poi buttai
lì: «Signorina, quando stacca?»
«Vuol dire quando finisco qui? Alle otto.» «E se io l’aspettassi
di fuori, stasera?» Lei mi guardò un attimo e poi rispose:
«Mi farebbe piacere. » Feci per andarmene; ma lei mi richiamò
dicendo: «Non proprio all'uscita . . . al bar dell'angolo. »
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