La verità
Parte VI - seconda lettura
   Tutto ad un tratto ci fu, come si dice, la goccia che fa traboccare il vaso. Al telefono, lei mi annunziò, calma: <<Non venire più al magazzino, non mi troveresti, sono stata licenziata. >>  Dissi subito, contento: «Allora ci vedremo più spesso, no?» E lei: «Sì, certo, si capisce.» Sì, altro che vedersi di più.  Se prima la vedevo, mettiamo, un’ora o due ogni dieci, quindici giorni, adesso che lei non ci aveva più l’impiego ed era libera, addirittura passavano venti giorni, da una scusa all'altra, da un rinvio all'altro, senza che la vedessi. Naturalmente, lei ci aveva anche per questo la sua brava giustificazione. «Sto cercando lavoro, giro per gli uffici e per le agenzie, non ho un minuto di tempo. » Le dissi un giorno: «Il tempo è come la gomma: si tira come si vuole. Una donna innamorata sa infilare l'uomo che ama anche nei minuti, anche nei secondi della sua giornata. E poi, insomna, è un controsenso: quando lavoravi ed eri occupata dalla mattina alla sera, ti vedevo tutti i giorni; adesso che non lavori più e sei libera di fare quello che vuoi, non ti vedo quasi mai. Come la mettiamo questa differenza?»  Lei  non rispose niente; e questo suo silenzio mi convinse che, se non volevo diventare matto a forza di incertezza e di sospetto, dovevo agire. 

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